Avete mai spezzato gli spaghetti prima di cuocerli? In Italia, soprattutto a Napoli, questo è considerato un sacrilegio culinario. I veri intenditori, come uno chef romano, insistono sul fatto che...
Avete mai spezzato gli spaghetti prima di cuocerli? In Italia, soprattutto a Napoli, questo è considerato un sacrilegio culinario. I veri intenditori, come uno chef romano, insistono sul fatto che gli spaghetti lunghi siano la chiave per la giusta consistenza e il giusto sapore.
Il segreto è semplice: prendete fino a 250 grammi di spaghetti, lunghi circa 25 cm. Teneteli in verticale e disponeteli a ventaglio in una pentola con 4-5 litri di acqua bollente salata. Non premete, aspettate.
Dopo 10-15 secondi, il fondo si ammorbidirà e gli spaghetti cadranno nell'acqua da soli. Questo metodo, noto fin dal XVII secolo, garantisce una cottura uniforme e impedisce che si attacchino, elemento cruciale per ottenere la perfetta consistenza al dente tanto apprezzata a Milano.
Non c'è bisogno di spezzare nemmeno i 30 centimetri di De Cecco. L'immersione a ventaglio permette a ogni spaghetto, ad esempio quello campano, di assorbire correttamente il sugo. Questo è fondamentale per piatti classici come la carbonara o gli spaghetti al pomodoro.
In questo modo, non otterrete una semplice pasta bollita, ma un capolavoro culinario degno delle migliori trattorie fiorentine. Dimenticatevi dei pezzi cotti in modo non uniforme. Srotolate la pasta a ventaglio e gustate il vero sapore italiano.
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